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EDUCAZIONE ALLA PERCEZIONE
Ascolto del corpo

bimba

Non smetteremo d’esplorare
E traguardo delle nostre esplorazioni
Sarà giungere là dove eravamo partiti
E conoscere il posto per la prima volta.


Quattro quartetti - T.S. Eliot

L' educazione alla percezione consiste nel rieducare la capacità di ascoltare il proprio corpo per comprendere il linguaggio simbolico con cui esprime disagi e sofferenze.

La percezione è una facoltà con cui l’uomo recepisce il mondo che gli ruota intorno. I sensi permettono di raccogliere dati e catalogarli per organizzare un comportamento che risponda adeguatamente all’ambiente circostante. L’ascolto delle informazioni sul mondo si intrecciano con quanto il corpo sperimenta contemporaneamente di sé stesso, sia fisicamente che psichicamente e si combinano in una qualità di cui, a volte con il tempo a volte in una frazione di secondo, sarà permeata la risposta attiva.

Ma oggi viviamo prevalentemente una esistenza nella "mente", nelle nostre congetture e non ci accorgiamo che spesso abbiamo la mascella serrata, lo stomaco contratto o le spalle rattrappite.Conosciamo molto bene il nostro corpo visto nello specchio, quello misurato, pesato, diagnosticato.
Lo viviamo come mezzo di trasporto e come tale lo consegnamo ad altri quando si guasta, ignari di quanto siamo responsabili in prima persona della sua "riparazione".L’esperienza medica stessa sa quanto possono essere inutili gli interventi terapeutici se il paziente, inconsapevolmente, non vuol guarire.

Mia cura è quella di accompagnare la persona a ristabilire la comunicazione tra l’individuo pensante e l’individuo corporeo. L’intento iniziale è di modificare l’attitudine del pensiero razionale di anticipare e controllare per trasformarla in semplice testimonianza consapevole di ciò che il corpo percepisce di sé nel momento presente. La verbalizzazione non segue più un sistema logico ma piuttosto una deduzione analogica: l’ esperienza vissuta non viene giudicata ma messa in relazione a qualità collegabili. L’attenzione calma e attiva di entrambi (educatore e paziente) determina l’aspetto più prezioso dell’esperienza. La persona scopre che il "corpo sentito" è altro dal "corpo conosciuto".

La coscienza si apre e il corpo libera il racconto di memorie passate riproponendole così come le ha trattenute. Incontriamo il "corpo reale" e lo ascoltiamo.

Reclining figure - H. Moore Reclining figure - H. Moore

L’ascolto è sveglio, curioso, libero da pregiudizi e grazie a questo nuovo modo di "porgere l’orecchio" si possono riconoscere i propri ostacoli e constatare come il corpo agevola naturalmente i processi di trasformazione.
Alternare lo spazio di ascolto ad una espressione artistica consente di "riflettere" sull’opera quanto è stato percepito e di agirne il contenuto liberandolo e fornendo alla coscienza una nuova occasione per riconoscerlo e integrarlo.

Per informazioni e appuntamenti: petrini.giuliana@gmail.com

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