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Sandra Parolin
SANDRA PAROLIN
psicologa arteterapeuta
Nell’accingermi a raccontare le mie esperienze formative
mi rendo conto di avere negli anni come ruotato attorno a dei perni o
temi centrali che sono andati via via radicandosi dentro di me e che poi,
in un secondo tempo, si sono intrecciati tra loro in modi profondi e per
lo più inesprimibili.
Con questo non intendo presentarmi come un eclettica o tantomeno una New
Age, anche se ritengo che tutti in fondo trattano la stessa materia, la
materia umana, ciò che fa la differenza è in realtà il grado di integrazione
e di maturità raggiunti da ciascuno e per questo non ci sono scuole o
qualifiche che possano garantire, ma a formare è soltanto l’esperienza
di vita o forse dovrei dire quell’intreccio di gioie e sofferenze che
forgiano l’essere umano in modo unico e speciale. In questo mi ritengo
un essere speciale. La mia professione è soltanto un modo in cui mettere
al servizio dell’altro la mia "parte di umanità". Lungo il cammino ho
avuto la fortuna di incontrare e il merito di scegliere maestri e insegnanti
particolarmente dotati di qualità umane e professionali. I temi attorno
ai quali ruota la mia formazione sono quelli dell’arte e della
terapia.

Serie "I Tarocchi" di Sandra Parolin - La Temperanza
Dopo aver completato gli studi all’Accademia di Belle
Arti di Torino, ho iniziato la formazione come arte terapeuta con Edith
Kramer, Elisabeth Stone e Laurie Wilson presso la Scuola di arte
terapia del Porto-Adeg conseguendo il Diploma nel 1988. Nello
stesso anno cominciai a condurre gruppi di arte terapia per adulti e bambini
nei servizi territoriali e nella pratica privata. Successivamente ho lavorato
a diretto contatto con la malattia mentale, portando l’arte terapia ai
pazienti psichiatrici ricoverati nei reparti dell’Ospedale Psichiatrico
di Collegno, nel delicato periodo in cui se ne stava attuando lo smantellamento.
Trasferitami all’estero, in Inghilterra, ho incontrato gli insegnamenti
di Carl Rogers, frequentato i corsi di counseling con
approccio umanistico e il Karuna Institut, in cui veniva insegnato dalla
stessa Maura Sills, un interessante
modello di integrazione tra la psicologia occidentale e le tecniche di
consapevolezza derivanti dagli antichi sistemi sapienzali
delle religioni e filosofie orientali, in particolare di quella buddhista.
Questo orientamento a carattere transpersonale si è poi notevolmente approfondito
attraverso la pratica diretta della meditazione di Consapevolezza
Vipassana. Per questo grande insegnamento e per il modo non dogmatico
in cui mi venne trasmesso sono debitrice al professor Corrado Pensa, docente
di orientalistica all’Università "La Sapienza" di Roma, psicologo di formazione
junghiana e impareggiabile maestro di meditazione che mi ha ispirata,
guidata e sorretta durante molti silenziosi ritiri.
Gli altri due temi portanti della mia formazione umana e professionale
hanno a che fare con il silenzio e con la parola.
Il silenzio come pratica spirituale che sostiene la meditazione
soprattutto durante i periodi di pratica intensiva e al tempo stesso come
punto di partenza per una comunicazione più autentica.
In questa direzione si volge ora il mio interesse e in particolare verso
la pratica del Community Building così come è stata insegnata
e proposta dal suo iniziatore Scott Peck. Nel 1997 ho completato la mia
formazione come facilitatore presso la Foundation for Community Encouragement
in U.S.A e sotto la guida di Rusty Myers con il quale ho facilitato numerose
esperienze di Community Building in Italia.
Il mio interesse verso la parola , (oltre che dalle reminiscenze
etimologiche del mio cognome) si estende anche alla parola scritta, in
particolare la scrittura creativa e la poesia che in
se stesse hanno rappresentato forse il filo conduttore, come un filo d’oro
che ha legato insieme le varie esperienze, accompagnandomi nel viaggio.
Attraverso la scrittura è come se potessi ascoltare l’eco della mia voce
che ritorna a me, e mi aiuta ad essere più consapevole e gentile…
Per ricordarmi ogni giorno di quanto sia importante "mettersi
in ascolto".
Mettersi in ascolto
semplicemente ascoltare
cosa già c’è, così com’è
vibrazione di esistere
silenzio e suono della vita
Mettersi in ascolto
di quest’onda lunga
che tocca corde più antiche
e mette in essere quel silenzio interno inascoltato
che pure è sempre dentro al rumore
Mettersi in ascolto
di questo silenzio sacro
insieme interno ed esterno
rispondere al silenzio che è in me – non me -
ascoltare la voce dell’interdipendenza
non più confini...
Il silenzio è ovunque senza confini.

