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psicologia del profondo
PSICOLOGIA DEL PROFONDO
La saggezza dell’inconscio
Io sono la Parola
che mise in movimento di danza tutte le cose.
La passione che, danzando, ho mostrato
a te e agli altri,
voglio sia chiamata un mistero.
Ed ora, rispondi alla mia danza!
Atti di Giovanni, testo apocrifo del Nuovo Testamento , 150 d.C.
La psicologia analitica focalizza la propria attenzione sulle attività e
sulle dinamiche psichiche inconsce ed è fondamentale per la coscienza attivare
la capacità di stabilire una comunicazione con le stesse.
Esplorare il regno dell’inconscio e delle sue espressioni significa prima
di tutto essere ricettivi e lasciarsi interrogare dai sogni.
Nella dimensione onirica avvengono esperienze altrettanto "reali" come in
qualsiasi altra esperienza di vita.
Interpretare la simbologia dei sogni è il modo di leggere le indicazioni,
i consigli e l’aiuto che la saggezza intuitiva del nostro profondo desidera
offrirci.
Nel simbolo è racchiuso l’enigma e al tempo stesso è contenuta anche la
sua soluzione.
Colui che sogna non potrebbe trovare da nessun’altra parte una simile saggezza,
suggerimenti di grande importanza per districarsi nel labirinto della vita
e per percorrerlo nel modo migliore.

Il lavoro analitico aiuta e accompagna la persona nello
scoprire il cammino personale, il proprio processo di individuazione
che è originale, unico, irripetibile. In questo processo evolutivo della
personalità avviene la rivalutazione del soggetto come protagonista della
propria storia e come partecipe responsabile delle vicende che si manifestano
nella società in cui vive.
Se quotidianamente noi compiamo la fatica di prendere
distanza dagli eventi nel momento stesso in cui li patiamo e, non vivendo
più in balia di essi, li recuperiamo alla nostra coscienza come momenti
significativi del nostro procedere, la meta già l’abbiamo raggiunta, perché
essa sta nel senso che noi così diamo alla strada che percorriamo
Silvia Montefoschi
Tra i due soggetti calati nella relazione analitica c’è un simbolo mediatore
per eccellenza: la parola.
La parola che cura. L’impegno dell’analista è quello di realizzare
una "presenza" riflessiva e compassionevole, per collaborare a
svelare e dare senso alla trama sottile dell’esistenza della persona in
tutta la sua intensità e complessità.
Nella dimensione della reciprocità, la situazione analitica diventa un punto
di osservazione straordinario da cui osservare non solo il mondo e il mondo
interno del paziente, ma anche il "cuore pensante" dello stesso analista.
Cambiare la modalità di relazione verso i propri vissuti, allargare il campo
di visione, sciogliere la sofferenza prodotta dal bisogno di sicurezza e
di controllo, superare rigidi schemi di giudizio e di comportamento, sono
eventi che generano una profonda trasformazione individuale e ampliano sempre
più la coscienza e la conoscenza della persona.
La ricerca tende alla totalità, si incontra la dimensione della trascendenza.
La trascendenza è una componente fondamentale del percorso analitico. Accedere
alla dimensione trascendentale dell’esistenza, significa riferire la propria
vita personale a un "reale" che sia al di là di essa, per ritrovare in questo
reale il senso di ogni atto quotidiano.

É decisivo che l’uomo sia orientato
verso l’infinito
è il problema essenziale della propria vita…
Se riusciamo a capire e a sentire
che già in questa vita abbiamo un legame con l’infinito
i nostri desideri e i nostri atteggiamenti mutano…
Ma possiamo raggiungere il sentimento dell’infinito
solo se siamo differenziati al massimo livello possibile.
Se so di essere unico nella mia combinazione individuale
e cioè limitato, posso prendere coscienza dell’illimitato.
Perciò, l’uomo ha bisogno di conoscere se stesso
guardando senza reticenze quanto bene può fare
ma anche di quale infamia è capace.
Carl Gustav Jung

