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Giuliana Petrini

GIULIANA PETRINI
Sviluppo della percezione

"Avevo cinque anni quando ho visto per la prima volta mia madre cadere in terra e scuotersi in preda a quella che sarebbe stata una delle tante crisi epilettiche che hanno accompagnato tutta la sua vita e buona parte della mia. Succedeva senza preavviso, un attimo prima si muoveva e parlava come sempre poi, improvvisamente, tutto si fermava: la sua attenzione i suoi gesti il suo sguardo il suo mondo … e ogni volta anche la mia esistenza si spostava bruscamente: da figlia diventavo madre, dall’infanzia passavo ad una adultità precoce e iniziavo a muovermi come se avessi sempre saputo come ci si prende cura di qualcuno. In silenzio, rimanevo in ascolto: il mio cuore, il suo cuore, il nostro respiro.
Tante volte l’ho vista “morire” e tante volte rinascere. Non vivevo un tempo normale, ero in una dimensione di costante presenza e i miei sensi erano in uno stato di profonda ricettività. Quella dimensione percettiva è stata il motore che ha guidato la mia ricerca e la mia vita tutta: studi, lavoro, amore, dimensione spirituale ed è ancora oggi essenzialmente il mio modo di stare al mondo.”


madre

Appassionata ricercatrice delle potenzialità espressive dell'individuo, ho frequentato la Facoltà di Psicopedagogia indirizzandomi in particolare verso l’educazione all’arte e da anni pratico con passione la scultura e la manipolazione dell’argilla.
L’esperienza espressiva ha spinto la mia ricerca verso la percezione sensibile che ho studiato ed approfondito con il metodo del kinesioterapista J.P. Resseguier dedicandomi con sempre maggiore interesse all’Ascolto del Corpo ed alla sua relazione con la Mente. Le recenti scoperte della Nuova Medicina e della Nuova Biologia mi hanno permesso di comprendere a fondo il senso del linguaggio simbolico che il corpo esprime attraverso i sintomi e dare un nuovo significato al termine “salute”.
La mia principale attività oggi è accompagnare alla comprensione della relazione Corpo-Mente e, con la lettura psicosensibile dei Tarocchi - derivata dal lavoro di A. Jodorowski e G.Colleuil -, stimolare la coscienza di sé attraverso il linguaggio evocativo del simbolo, simile a quello dell’arte, del corpo e del sogno.