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COUNSELING
La relazione che guarisce

L’incontro con il counseling e in particolare gli insegnamenti di Carl Rogers, mi portarono a riflettere ulteriormente sulle potenzialità della relazione; arrivai ben presto a una conclusione che, sebbene in sé semplice e già intuita in precedenza, mi si aprì con chiarezza davanti agli occhi: se esistono relazioni che sono o sono state potenzialmente dannose allo sviluppo e alla crescita normale della persona, allo stesso modo esistono relazioni in grado di favorirla e promuoverla. Relazioni che danneggiano e relazioni che guariscono!

Nell’approccio rogersiano, centrato sulla persona, la relazione che guarisce, nel caso specifico tra terapeuta e cliente, è quella che fornisce all’individuo una serie di condizioni di base individuate da Rogers come capaci di fornire "un ambiente idoneo alla crescita". Le condizioni necessarie sono tre: la congruenza, l’empatia e l’accettazione. Egli sostiene che l’essere umano possiede in sé una "tendenza organica innata verso la crescita e lo sviluppo interiore", chiamata autoattualizzazione.

Da questa assunzione di base sorge l’ovvia domanda: se tutti gli esseri umani hanno un’innata capacità di crescita e attualizzazione, quali sono le condizioni che impediscono tale capacità? E quali quelle che la sottendono e incrementano, cioè che supportano quello stesso processo? In altre parole, qual è l’ambiente che favorisce l’innescarsi di un processo naturale? Proprio come una pianta per cresce ha bisogno di certe condizioni climatiche (acqua, luce, aria) cioè di un preciso ambiente, così è per l’individuo.*

L’intento del counseling, o meglio del counselor è dunque quello di farsi portatore di queste attitudini fondamentali in prima persona, manifestandole con il proprio sé reale in una relazione reale, attraverso la propria capacità di comprensione empatica e di accettazione non condizionata dell’altro. Il suo compito è creare l’ambiente idoneo all’innescarsi di un processo naturale, affinché la persona sofferente possa trovare la propria strada senza forzature o imposizioni provenienti dall’esterno. Il counseling è un approccio non direttivo in cui si incoraggia il soggetto a fidarsi di sé, ritrovando quel "luogo di valutazione interno" da cui attingere tutte le informazioni e le risorse necessarie alla propria trasformazione.

copertina del libro

* Sandra Parolin, Meditazione e relazione, Torino, Promolibri 1997

Per una versione più estesa di questo argomento rimando alla lettura del testo sopracitato alla pp. 71-77, il capitolo "Le relazioni che guariscono" e più in generale a tutti i testi di Carl Rogers.

I tempi e le modalità del counseling vengono stabilite individualmente durante il primo colloquio necessario per la reciproca conoscenza.

Per informazioni e appuntamenti: sanparol@libero.it

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